STORIA DELL'INFORMATICA

LE PERSONE

Parte Prima

Periodo fino al 1899

Ho iniziato con l’idea di scrivere un veloce elenco con una brevissima descrizione per ogni personaggio, ma in molti casi, non ho potuto tralasciare molte informazioni di questi individui. Purtroppo di alcuni ho faticato a trovare anche la sola fotografia, di altri, diversamente, ho trovato abbondanti informazioni. Sono riuscito comunque nell’intento di creare questo elenco descrittivo di “tutte” le persone che hanno contribuito a farci arrivare al mondo moderno dell’informatica.

Non troviamo solo i personaggi conosciutissimi, come Gates, Jobs o Zuckerberg, ma soprattutto persone sconosciute ai più, come può essere Douglas Engelbart, inventore del mouse, o David Gregg, con il suo primo disco ottico, persone senza le quali probabilmente non ci sarebbero stati i sopra citati blasonati.
Tutte queste persone hanno partecipato con un apparente “piccolo mattoncino” contribuendo tutti insieme a creare il nostro oggi.
Scopriamo che la multidisciplinarietà è alla base di molte scoperte, che le materie umanitarie, apparentemente slegate dall’informatica, diventano una fonte di idee, basi su cui si costruisce un interessante percorso evolutivo che probabilmente parte dal 2000 a.C. in Egitto con con due papiri:

il Papiro di Mosca (Papiro di Goleniscev), lungo 544 cm per 8 centimetri di altezza, contenente venticinque problemi matematici, tra cui compare il calcolo del volume di un tronco di piramide;

il Papiro di Rhind (Papiro di Ahmes) è il più esteso papiro egizio riguardante la matematica mai ritrovato, tratto da un papiro precedente composto fra il 2000 e il 1800 a.C. lungo 216 cm e largo 32 cm, contenente tabelle di frazioni e 84 problemi aritmetici, algebrici e geometrici, con le relative soluzioni.

Passando per Mesopotamia con le 400 tavolette di argilla del 1800AC con argomenti che includono frazioni, algebra, equazioni di secondo grado ed il calcolo di terne pitagoriche. Le tavolette includono inoltre tavole di moltiplicazione, tavole trigonometriche e metodi risolutivi per equazioni lineari e quadratiche.

Passando poi all’antica India del 900 a.C. in cui si incontrano esposizioni matematiche avanzate diffuse in tutti  testi indiani di quel periodo, come il concetto di infinità numerica, testi di geometria che usano numeri irrazionali, numeri primi, la regola del tre e radici cubiche, danno un metodo approssimato per la quadratura del cerchio, risolvono equazioni lineari, determinano algebricamente terne pitagoriche. Inoltre viene espresso un algoritmo infinito per il calcolo di radice di 2 con cui vengono calcolate le prime 5 cifre decimali.

Modernizzandosi sempre di più con Pitagora di Samo (582 – 507 a.C.) poi con Archimede di Siracusa (284 – 218 a.C.)  e nel periodo della civiltà Maya (tra il 200 e l’800 d.C.) con studi principalmente astronomici, usarono un sistema posizionale a base venti nel quale appariva anche lo 0, considerato solo come una cifra e mai come un numero.

Arrivando poi alla civiltà Inca (1400-1530) che sviluppò un sistema di numerazione a base 10. Per indicare i numeri essi usavano i cosiddetti quipu, un insieme di lunghi fili paralleli. Ogni filo rappresentava una potenza di dieci e il numero di nodi la cifra in quella posizione.

Qui inizia il percorso cronologico, la lista delle molte persone che hanno partecipato all’era informatica.

2° Secolo A.C. Sistema Binario
Pingala

Pingala, nato tra il III e II secolo a.C. era un antico poeta e matematico che ha creato opere notevoli come il Chandaḥśāstra (chiamato Pingala-sutra) dove ha analizzato matematicamente la poesia sanscrita e che contiene anche le prime spiegazioni note di numeri binari, numeri di Fibonacci, chiamato mātrāmeru e il triangolo di Pascal, il primo trattato conosciuto sulla prosodia sanscrita. Il Chandaḥśāstra è un'opera di otto capitoli non completamente comprensibile senza commenti. 

L'uso dello zero è talvolta attribuito a Pingala a causa della sua discussione sui numeri binari, solitamente rappresentati usando 0 e 1 nella discussione moderna, ma Pingala usava leggero (laghu) e pesante (guru) piuttosto che 0 e 1 per descrivere le sillabe. 
A Pingala è attribuito l'utilizzo di numeri binari sotto forma di sillabe corte e lunghe (queste ultime di lunghezza pari a due sillabe corte), una notazione simile al codice Morse. Pingala usò esplicitamente la parola sanscrita śūnya per riferirsi allo zero.

780-850 Algebra
Muḥammad ibn Mūsā al-Khwārizmī

Il termine algebra (dall'arabo الجبر, al-ǧabr che significa "unione", "connessione" o "completamento", ma anche "aggiustare" o "ricomporre") deriva dal libro del matematico persiano Muḥammad ibn Mūsā al-Ḫwārizmī, intitolato Al-kitāb al-muḫtaṣar fī ḥīsāb al-ǧabr wa l-muqābala ("Compendio sul calcolo per completamento e bilanciamento"), conosciuto anche nella forma breve Al-kitāb al-ǧabr wa l-muqābala, che tratta la risoluzione delle equazioni di primo e di secondo grado.

Ci sono anche alcune testimonianze su problemi algebrici semplici dell'Antico Egitto, della Grecia arcaica e della Mesopotamia, di matematici che fecero uso di proprietà attinenti all'algebra elementare.

1550-1617 Ossi di Napier
John Napier

Era un ricco proprietario terriero scozzese che gestiva i suoi poderi con efficace razionalità. Nepero ha lavorato alla sua proposta concernente i logaritmi per venti anni, fino a pubblicare nel 1614 la Mirifici logarithmorum canonis descriptio (Descrizione della regola meravigliosa dei logaritmi). In questa opera dedica 37 pagine agli utilizzi delle funzioni inverse e funzioni esponenziali per semplificare i calcoli che richiedono moltiplicazioni. Altre 90 pagine sono dedicate a tavole numeriche (per facilitare i calcoli).
Sviluppa calcoli in varie basi (in particolare 1/e e 107).
In oltre inventa un dispositivo di calcolo automatico molto semplice noto come bastoncini di Nepero o "Ossi di Napier".

1574-1660 il Regolo
William Oughtred

Accreditato come l'inventore del Regolo nel 1622, era un matematico inglese. Dopo che John Napier ha inventato i logaritmi e Edmund Gunter ha creato le scale logaritmiche (linee o regole) su cui si basano i regoli calcolatori, Oughtred è stato il primo a utilizzare due di queste scale che scorrono l'una sull'altra per eseguire moltiplicazioni e divisioni dirette. Introdusse anche il simbolo "×" per la moltiplicazione e le abbreviazioni "sin" e "cos" per le funzioni seno e coseno.

1592-1635 La macchina calcolatrice
Wilhelm Schickard

Nel 1623, inventò un orologio calcolante, pur antricipando di vent'anni la Pascalina (1642) di Blaise Pascal, questa macchina calcolatrice era per alcuni versi superiore. In particolare, era molto più agevole nell'eseguire sottrazioni. Un probabile difetto deriva dal fatto che si ignora se fosse in grado di eseguire i riporti delle decine. Alcune lettere di Schickard a Giovanni Keplero ne mostrano il progetto e spiegano come utilizzarla per calcolare tavole astronomiche. La macchina poteva sommare e sottrarre numeri fino a sei cifre, e indicava il superamento della sua capacità facendo suonare una campanella. Per aiutare nelle operazioni di moltiplicazione e divisione, sopra l'addizionatrice erano collocati dei cilindri ruotanti che costituivano un'interessante variante dei bastoncini di Nepero. Per avere una macchina realmente in grado di eseguire le quattro operazioni occorrerà attendere l'invenzione di Leibniz.

1623-1662 la Pascalina
Blaise Pascal

Un matematico, fisico, filosofo e teologo francese. Bambino prodigio, fu istruito dal padre. I primi lavori di Pascal sono relativi alle scienze naturali e alle scienze applicate, contribuendo in modo significativo alla costruzione di calcolatori meccanici e allo studio dei fluidi.
A sedici anni scrisse un trattato di geometria proiettiva e dal 1654 lavorò con Pierre de Fermat sulla teoria delle probabilità che influenzò fortemente le moderne teorie economiche e le scienze sociali; dopo un'esperienza mistica seguita ad un incidente in cui aveva rischiato la vita, nel 1654 abbandonò matematica e fisica per dedicarsi alle riflessioni religiose e filosofiche.
Nel 1644 costruì la sua prima macchina calcolatrice, la Pascalina

1646-1716 il sistema binario
Gottfried Wilhelm Leibniz

Filosofo e scienziato, figlio di un professore di diritto dell'Università di Lipsia, si formò attingendo ai copiosi mezzi fornitigli dalla biblioteca paterna, dimostrandosi un ingegno precocissimo, a lui ed a Isaac Newton vengono attribuiti l'introduzione e i primi sviluppi del calcolo infinitesimale, in particolare il concetto di integrale, che egli usò per individuare le proprietà di una curva, tra cui l'andamento, la pendenza, la corda, la perpendicolare in un punto.

Considerato il precursore dell'informatica, della neuroinformatica e del calcolo automatico, grazie alla sua intuizione che fu la base del primo tentativo di costruire una calcolatrice che utilizzava il sistema numerico binario, (già introdotto da Juan Caramuel).

La macchina funzionava con delle biglie: la presenza o meno di una biglia in una posizione determinava il valore 1 o 0.

1739-1790 Calcolatore meccanico
Philipp Matthäus Hahn

È stato un pastore, astronomo e inventore tedesco.

Intorno al 1763 ideò una meridiana di precisione, o eliocronometro, che incorporava la correzione per l'equazione del tempo.[1]

Nel 1774 [2] progettò uno dei primi calcolatori meccanici di cui due sono noti per essere sopravvissuti fino ai giorni nostri. Un famoso orologiaio, diversi musei di orologeria espongono le sue opere, tra cui il Deutsches Uhrenmuseum che contiene un planetario meccanico (planetario) e una Weltmaschine del "Priestermechaniker (prete meccanico)".

1752-1834 Jacquard loom mechanism
Joseph Marie Jacquard

Jacquard è conosciuto come l'inventore del Telaio Jacquard (1801), una rudimentale macchina per intrecciare reti.
Il telaio automatico costituisce la prima applicazione pratica delle schede perforate. Le schede comandano la tessitura di disegni e trame sui tessuti, producendo una vera innovazione nell'industria tessile. Napoleone gli conferisce una pensione onoraria per aver brevettato la macchina.

1768-1830 Trasformata di Fourier
Joseph Fourier

Tra i suoi maggiori contributi figurano: la teorizzazione della serie di Fourier e la conseguente trasformata di Fourier in analisi matematica, è una trasformata integrale, cioè un operatore che trasforma una funzione in un'altra funzione, sviluppata nel 1822, nel suo trattato "Théorie analytique de la chaleur". Trova numerose applicazioni nella fisica e nell'ingegneria ovvero uno degli strumenti matematici maggiormente utilizzati nell'ambito delle scienze pure e applicate.

1785-1870 Arithmometer
Charles Xavier Thomas de Colmar

Dopo un breve impiego nell'amministrazione francese iniziale e tornato alla vita civile, dopo un periodo di arruolamento nell'esercito francese, nel 1819, co-fonda la compagnia di assicurazioni antincendio "Phoenix" che lascia rapidamente a causa della mancanza di sostegno per le sue nuove idee da parte dei suoi soci e azionisti. Dieci anni dopo, nel 1829, fondò la compagnia di assicurazioni antincendio "Le Soleil" che crebbe per fusioni e acquisizioni fino alla morte. Nel 1843 fondò un'altra compagnia di assicurazioni denominata "L'Aigle incendie". 
Alla sua morte il gruppo "Aigle - Soleil" era la più grande compagnia assicurativa in Francia e ne possedeva l'81%. Ottant'anni dopo, nel 1946, fu nazionalizzata e infine fusa con "La National" nel 1968 per diventare la società GAN che è ancora in attività oggi.

Nel 1820 il primo modello dell'aritmometro o Arithmomètre, A causa degli impegni nella sua attività assicurativa, dopo una pausa di oltre trent'anni, nel 1852 entra in commercializzazione dell'Artitometer, il primo calcolatore meccanico digitale così affidabile da poter essere utilizzato quotidianamente in un ambiente d'ufficio. 

1791-1871 Macchina differenziale e Macchina analitica
Charles Babbage

Charles Babbage è stato un matematico e filosofo britannico, scienziato proto-informatico che per primo ebbe l'idea di un calcolatore programmabile. Nel mondo dell'informatica è conosciuto grazie alle sue macchine:

 

La macchina differenziale, fu realizzato un prototipo imperfetto

 

La macchina analitica, che fu solo progettata.

 

Parti dei meccanismi incompleti di Babbage sono in mostra al Museo della scienza di Londra. Nel 1991, lavorando a partire dai suoi progetti originali, fu completata una macchina differenziale perfettamente funzionante, assemblata seguendo gli standard disponibili nel XIX secolo, il che sta a indicare che la macchina di Babbage avrebbe potuto funzionare.

1797-1878 Varie
Joseph Henry

Studiò le correnti indotte e realizzò degli elettromagneti che consentirono in seguito lo sviluppo del telegrafo da parte di Samuel Morse e Charles Wheatstone.
Contemporaneamente a Michael Faraday, scoprì il fenomeno dell'autoinduzione (1832) notando che un magnete spostandosi all'interno di un campo magnetico produceva corrente elettrica. Elaborò uno dei primi modelli di motore elettrico, ed inventò il campanello elettrico con buzzer (1831).
Divenuto membro della Smithsonian Institution, ne fu anche il primo segretario dall'anno 1846 al 1878.
Porta il suo nome l'unità di misura dell'induttanza, cioè l'Henry ( il cui simbolo è H).
Citato per una presunta invenzione di un relè nel 1835 per migliorare la sua versione del telegrafo elettrico, sviluppata precedentemente nel 1831.

 

1815-1852 Prima programmatrice
Ada Lovelace

figlia del poeta Lord Byron, molti prevedevano che la piccola sarebbe diventata una bambina prodigio. Anche Babbage fu colpito dall’intelligenza della Lovelace e dalla sua abilità quando la incontrò in molte occasioni.
Ada rimase affascinata delle idee di Babbage, molto interessata al suo lavoro, iniziò a studiare i metodi di calcolo realizzabili con la macchina differenziale e la macchina analitica. 
Nel 1953, furono ripubblicate le note della Lovelace sulla macchina analitica di Babbage. La macchina è stata riconosciuta come un primo modello per il computer e gli appunti di Ada come una descrizione di un computer dotato di software. Le sue note furono identificate alfabeticamente dalla A alla G. Nella nota G, Ada descrive un algoritmo per la macchina analitica per calcolare i numeri di Bernoulli, che oggi viene generalmente riconosciuto come il primo programma informatico della storia, motivo per il quale è considerata da molti come la prima programmatrice della storia dei computer.

1815-1864 Algebra booleana
George Boole

Da autodidatta, studiò greco, latino, francese, tedesco, italiano e matematica sui testi di Laplace Lagrange. Incoraggiato da Duncan Gregory (curatore del Cambridge Mathematical Journal), Boole si dedicò allo studio di metodi algebrici per la risoluzione di equazioni differenziali, con la pubblicazione dei suoi risultati, nel 1849 ottenne la medaglia della Royal Society e la cattedra di matematica al Queen's College di Cork, dove insegnò per il resto della sua vita. 
Con l'opera The Mathematical Analysis of Logic (1847), propose un'interpretazione del rapporto fra matematica, logica e filosofia che prevedeva l'associazione tra logica e matematica al posto di quella fra logica e metafisica; Boole considerava la logica alla stregua della scienza delle leggi dei simboli attraverso i quali si esprimono i pensieri, e applicò parte della filosofia algebrica cantabrigense al settore inesplorato della logica formale.

1819-1890 Tastiera Qwerty
Christopher Sholes

Iniziò lavorando come apprendista in una compagnia addetta al servizio stampa.
Nel 1841 lavorò per 4 anni come editore al Southport Telegraph Iniziò proficue collaborazioni con Samuel W. Soume e Carlos Glidden e grazie al loro lavoro nel 1867 riuscirono a ideare un primo modello di macchina da scrivere, a questo ne seguì un altro che aveva la caratteristica di riuscire a scrivere solo lettere maiuscole l'anno seguente, nel 1868 e la brevettarono. Sholes continuò gli studi sui meccanismi perfezionandoli.

La sua idea rivoluzionaria era sistemare la vecchia disposizione dei pulsanti delle macchine da scrivere, inizialmente in ordine alfabetico, seguendo un apposito ordine da lui studiato per impedire i numerosi inceppamenti frequenti all'epoca, in quanto le macchine non erano così veloci da seguire la rapidità di scrittura offerta dall'ordine alfabetico. Ideò per questo la tastiera qwerty. Con queste idee riuscì alla fine a stipulare un contratto con la Remington che ne prevedeva la messa in commercio nel 1873.

1835-1882 Logic piano
William Stanley Jevons

William Stanley Jevons è stato un economista e logico britannico, considerato uno dei fondatori della Economia neoclassica e della rivoluzione marginalista, con Léon Walras e Carl Menger.

Nel 1864 pubblica il suo Pure Logic or the Logic of Quality Apart from Quantity,in cui sfida l'approccio adottato da George Boole nel suo lavoro sulla logica.
Jevons mostrò anche un interesse per le geometrie non euclidee del suo tempo, mettendo nuovamente in discussione la logica della loro formazione. Tra gli altri suoi successi c'era la costruzione di un "piano logico", un computer meccanico per eseguire dimostrazioni logiche.

1845-1903 Aritmometro
Theophil Wilgodt Odhner

Odhner studiò al Royal Institute of Technology di Stoccolma, ma se ne andò prima di laurearsi. All'età di 23 anni,  si trasferì a San Pietroburgo e trovò lavoro in un'officina meccanica locale. Pochi mesi dopo entrò a far parte della fabbrica meccanica Nobel di proprietà di uno svedese di nome Ludvig Nobel (1831-1888), fratello di Alfred Nobel di fama Premio Nobel, dove lavorò fino al 1877. Nel 1878 iniziò a lavorare alla Expedition, una grande cartiera e tipografia, dove vi lavorò fino al 1892. Nel 1885, Odhner aprì il suo laboratorio, costruendo macchine di produzione di alta qualità per le aziende manifatturiere locali. Uno dei suoi più grandi progetti è stata la produzione di macchine da stampa, ha anche realizzato macchine per fare sigarette e tutti i tipi di strumenti scientifici. Odhner iniziò ufficialmente la produzione del suo aritmometro in questo laboratorio nel 1890. 

Dopo la morte di Odhner, i suoi figli Alexander e Georg e il genero Karl Siewert continuarono la produzione e furono realizzati circa 23.000 calcolatori prima che la fabbrica fosse costretta a chiudere nel 1918.

I produttori di cloni indipendenti di tutto il mondo, inclusa la Russia, portarono avanti il ​​progetto dal 1893 fino agli anni '70.

 

1849-1945 Valvola Termoionica
John Ambrose Fleming

È stato un elettrotecnico e radiotecnico inglese, inventore del diodo (1904), la prima delle valvole termoioniche (i cosiddetti tubi elettronici), che, fino all'invenzione dei transistori (1948), furono componenti insostituibili della radio, della televisione, dei calcolatori e di molti altri apparecchi elettronici.

Fleming trasse l'idea della sua invenzione dagli esperimenti di Thomas Alva Edison (1884) sulla lampadina a filamento incandescente. Pensò di costruire un rivelatore delle oscillazioni radioelettriche composto da due elettrodi racchiusi in un bulbo di vetro a vuoto: l'uno (il catodo) è elettricamente riscaldato ed emette elettroni; l'altro (l'anodo) riceve gli elettroni. In tal modo la corrente elettrica scorre in una sola direzione. Da qui il nome di valvola termoionica perché basata sull'effetto termoelettrico; o semplicemente di "diodo" perché composta di due elettrodi.

1860-1929 Macchina tabulatrice
Herman Hollerith

Dopo la laurea, restò all'università come assistente del professor William P. Trowbridge. Dato che Trowbridge stava ancora preparando il censimento del 1880 e cercavano persone con una certa esperienza statistica, trovò un ruolo perfetto per il giovane Herman, al censimento conobbe John S. Billings, che per primo gli suggerì che doveva essere necessariamente inventato un mezzo meccanico e automatizzato per contare gli innumerevoli dati del censimento.
Dopo il censimento, Hollerith lavorò come professore di ingegneria meccanica, presso il MIT. In seguito si trasferì a St. Louis, dove sperimentò sistemi di frenatura ferroviaria. In un viaggio sul treno verso Washington D.C., Hollerith guardando il controllore mentre controllava i biglietti, su cui i passeggeri erano descritti tramite opportune perforazioni, ebbe l'intuizione che per risolvere il problema del censimento si dovevano usare schede perforate.
Nel 1884, tornato a Washington DC, lavorò per l'United States Patent and Trademark Office, mentre durante il suo tempo libero cominciò a costruire una macchina tabulatrice, sperando che fosse pronta in tempo per il censimento del 1890. L'invenzione di Herman dovette competere contro altre due (una delle quali era quella a gettoni proposta da Pidgin) ma Herman fu il vincitore, poiché il suo sistema era due volte più veloce.
Nel 1890, usando la sua invenzione come tesi, Herman vinse un dottorato di ricerca alla Columbia University e nello stesso anno sposò Lucia Talcott. Herman lavorò per il censimento dal 1890 fino al 1896, fino a quando fondò la propria azienda, la Tabulating Machine Company che, dopo varie fusioni e cambiamenti di nome, diventò nel 1924, la IBM (International Business Machines Corporation).
La macchina tabulatrice aveva come base l'idea delle schede perforate di Charles Babbage, ma in questo caso le schede non specificavano il programma, bensì gli input e gli output.
Ogni scheda rappresentava delle risposte (per esempio "maschio" poteva essere rappresentato da una perforazione e "femmina" dalla mancanza di perforazione), usando un particolare codice chiamato "codice Hollerith"; la macchina era collegata ad un circuito elettrico, che veniva acceso o spento a seconda della presenza o meno dei buchi nelle schede (che avevano la stessa forma di una banconota da un dollaro, per agevolare i depositi).

La scheda era divisa in 288 zone che rappresentavano i dati anagrafici. Per decodificare queste informazioni, si sovrapponeva in ogni scheda un apparecchio con una batteria di aghi retrattili, che in assenza di perforazione venivano fermati dal cartoncino, altrimenti l'ago finiva in una vaschetta piena di mercurio, chiudendo il circuito. La corrente passava in un filo, azionando un relè, che faceva avanzare di uno scatto uno dei 40 contatori (i contatori servivano per registrare le diverse risposte di un utente).

1860-1929 Macchine da calcolo
Léon Bollée

Figlio del grande pioniere automobilistico Amédée Bollée, nel 1885, all'età di soli 14 anni, il precoce inventore Léon Bollée, iniza a farsi conoscere costruendo una sorta di pedalò.
A 19 anni, per venire in aiuto del padre e evitargli errori nei numerosi calcoli necessari per la loro fabbricazione, inventò e realizzò un rivoluzionario calcolatore meccanico, di 3.000 parti, noto come moltiplicatore diretto. Ricevendo il primo premio all'Esposizione Universale di Parigi nel 1889.

Leon inventò anche altri strumenti di calcolo, tra cui la famosa “tabella moltiplicatore/divisore”; perfezionò l'aritmografo. Intraprese anche la costruzione di una macchina differenziale, ispirata all'opera di Charles Babbage. 
Tre versioni del grande moltiplicatore e diverse macchine più piccole sono state sviluppate da Bollée e i dispositivi sono stati brevettati in Francia, Belgio, Germania, Stati Uniti e Ungheria.

1882-1963 Progetto del primo Transistor
Julius Edgar Lilienfeld

Fisico e ingegnere progettò il primo transistor in Canada nel 1925, descrivendo un dispositivo simile all'attuale transistor ad effetto di campo. Tuttavia, Lilienfeld non pubblicò alcuna ricerca a tal proposito e nel 1934 l'inventore tedesco Oskar Heil brevettò un dispositivo molto simile.

Il primo transistor era realizzato con due elettrodi, le cui punte, molto sottili e distanti tra loro da 127 a 50 micron, erano premute sulla superficie di una piastrina di un cristallo di germanio molto puro, policristallino. La tecnica del contatto puntiforme era già nota ed utilizzata per la costruzione dei diodi rivelatori. Il primo prototipo funzionante fu realizzato nel mese di dicembre del 1947 da due ricercatori dei laboratori Bell Labs: Walter Brattain e John Bardeen del gruppo di ricerca guidato da William Shockley.

1890-1974 Analizzatore differenziale meccanico
Vannevar Bush

Nel 1916 l'Università Harvard e il MIT gli conferiscono congiuntamente il dottorato di ricerca, dopo aver insegnato matematica nell'ateneo in cui si è laureato ed aver lavorato per General Electric Company e Marina degli Stati Uniti, diventa parte del corpo insegnante del MIT dal 1919 al 1938, diventando professore ordinario nel 1923.

Bush manifesta capacità inventive fin dagli anni della formazione quando, costruisce un apparecchio per il rilievo geodetico, capace di tracciare automaticamente il profilo di un percorso. Negli anni successivi progetta e costruisce sette calcolatori analogici, spinto dalla necessità di risolvere le complesse equazioni differenziali che governano una rete di distribuzione della corrente elettrica. Da rilevare il fatto che, dopo essersi impegnato nella ricerca di soluzioni in forma analitica delle equazioni, egli giunge al convincimento che sia più opportuno investire tempo e denaro nella costruzione di apparecchiature in grado di simulare il sistema in studio e di fornire soluzioni approssimate delle stesse.

La macchina analogica per la quale è più famoso è l'analizzatore differenziale meccanico, insieme alla sua successiva variante elettrica, chiamata Second Rockefeller Differential Analyzer (RDA2). Molti modelli di questa macchina da calcolo, costruiti negli anni trenta, sono stati ampiamente utilizzati durante la seconda guerra mondiale per effettuare calcoli delle traiettorie balistiche. Questa apparecchiatura consente di risolvere equazioni differenziali nelle quali entrano fino a 18 variabili indipendenti e si basa sulle idee sviluppate da Charles Babbage un secolo prima, nel tentativo di realizzare la sua difference engine.



Lo scienziato Vannevar Bush costituisce un punto di svolta nella nascita della scienza moderna americana poiché rappresenta il primo tentativo di definire un linguaggio nuovo, quello dell’informazione, con il quale impostare una nuova metodologia d'indagine comune a diversi ambiti di ricerca scientifica. Gli eventi che fanno da sfondo all’ideazione delle sue più note tecnologie, l’Analizzatore differenziale e il Memex, palesano in che modo la sua visione stabilì una nuova relazione tra accademie, imprese e Governo federale degli Stati Uniti e legò il cambiamento all'uso delle tecnologie dell’informazione, trasformando il rapporto uomo–tecnologia–ambiente

1894-1964 Padre della Cibernetica
Norbert Wiener

Matematico e statistico statunitense, famoso per ricerche sul calcolo delle probabilità, ma soprattutto per gli sviluppi dati, insieme a Claude Shannon, alla teoria dell'informazione essendo riconosciuto come il padre della cibernetica moderna.
Dagli studi di Wiener nacque la cibernetica, scienza di orientamento interdisciplinare che si occupa non solo del controllo automatico dei macchinari mediante il computer e altri strumenti elettronici, ma anche dello studio del cervello umano, del sistema nervoso e del rapporto tra i due sistemi, artificiale e biologico, di comunicazione e di controllo.

1897-1954 Concetto di computabilità
Emil Leon Post

Nel 1936 si occupò di definire il concetto di computabilità. Tra le sue teorie più importanti, quella relativa ai sistemi formali e agli insiemi ricorsivamente enumerabili.

Nel 1947 diede la dimostrazione dell'impossibile risoluzione del problema di Thue (problema delle parole per i semigruppi).